IL DIARIO DI ANNA & FRANCA
Può una donna spiegare il calcio a un'altra donna?

Riassunto della prima puntata

Tra le pagine di Evatremila, Franca, una sfitinzia di Prato arrapata e piuttosto zoccola, si imbatte nella foto di Christian Vieri. Innamoratasi (a modo suo) del fusto nerazzurro decide di incontrarlo. Sarà l'amica Anna, tifosa interista e rassegnata alla pazienza, a doverla condurre tra i misteri di calcio, calciatori, gossip e allenamenti. E Franca non attende: abbandona Prato e parte.


SECONDA PUNTATA
Sull'arrivo di Franca a Milano

Firenze, Polo delle scienze sociali, martedì, ore 17 Vrrrrr... vrrr...

- Pronto?
- Ciao tesoro caro, so che non ti disturbo, devo a-s-s-o-l-u-t-a-m-e-n-t-e parlarti!
- Veramente mi disturbi, sono in biblioteca a leggere come gli indiani hanno combattuto contro i conquistatori.
- Indiani? Da quanto l’India è invasa?
- ...
- Va beh, tanto non mi interessa. Piuttosto, non vuoi sapere niente dei miei primi giorni milanesi?
- Non molto. Piuttosto sarei curiosa di sapere come fai a vivere.
- Vivere? E che ci vuole. Mi sono trovata un lavoro come pr.
- Ma tu non sai niente di pubbliche relazioni... e poi non conosci nessuno a Milano!
- Questo lo dici tu. Quando sono arrivata, una settimana fa, ho cercato quello lì... Vieri. Ma l’unico che ho trovato è stato un certo Massimiliano, che però non mi parlava di Juve ma di... Real qualcosa...
- Real Madrid???
- Macché Madrid, che c’entra Madrid?
- No sai, di questi tempi...
- Di questi tempi cosa? Comunque, mi parlava di Real Prato, mi pare.
- Ah, quindi era Massimiliano Vieri, il fratello di Christian...


Vieri ai tempi della Juventus

- Fratello? Che stronzo... quando gli ho chiesto se conosceva il centrattacco della Juve mi ha detto di no!
- Centrattacco? E poi quante volte ti devo dire che Vieri gioca nell’Inter! Inter? Cavolo, che coincidenza!
- Coincidenza? Perché?
- Girellavo in corso Vittorio Emanuele, Zara qui, H&M qua, fighi à gogo, pensa, mi sono comprata un paio di jeans stile J.Lo troppo esagerati...
- Senti, taglia, io non posso stare al telefono tre ore. In più il custode mi sta facendo degli strani segni.
- Custode? Figo?
- No, Raúl.
- Eh?
- Niente, niente...
- Va beh, ero in Vittorio Emanuele, poi mi sono spostata in San Babila, volevo andare in MonteNapoleone, ma poi mi sono messa a seguire un tipo che sembrava sputato quello che abbiamo visto allo Yab...
- Ma chi, Portillo?
- Chi?
- Quello che giocava nella Fiorentina.
- Può darsi, se si chiamava così. Era lui, ne sono sicura, e allora l’ho seguito finendo in una strada... mi pare si chiamasse Stùrati o roba simile.
- Via Turati???
- Sì, può darsi.
- Allora hai camminato un po’...
- Ah no, mi sbaglio, era il bar che si chiamava così. La via aveva un altro nome, fammi pensare...
- Durini? Portillo in via Durini??????
- Sì sì, brava. Come fai a saperlo?
- Ma come, come faccio a saperlo? C’è la sede dell’Inter, non l’hai vista?
- Sede? Inter? Ah, allora forse è per questo che c’ho incontrato un brasiliano... è pelato, è cresciuto nelle favelas, alto, grosso, bocca larga e...
- Aspetta aspetta aspetta. Te mi vuoi morta. Prosegui adagio, spiegandomi prima di tutto cosa ci faceva Portillo in via Durini... visto che se ne è tornato a Madrid... Oh Dio, non sarà mica un meschino intruglio legale per mandare Adriano al Real?
- Real? Con Massimiliano Vieri?
- No, con Ronaldo-mangia-lardo.
- Che schifo il lardo. Comunque, quello che seguivo mi ha fermata e mi ha chiesto perché lo seguivo. Almeno credo, parlava tedesco.


Una bionda molto ok

- Tedesco? Ma stai scherzando? E come faceva ad essere Portillo allora?!?!
- Già, che stupida. Mi sono sbagliata. Quello era il lavorante di McDonald’s... Mmm, il sol pensiero delle friggitrici accese, l’olio bollente che mi schizza addosso...
- Ma che dici? Allora cosa c’entra Portillo con l’inserviente? Mi sono sbagliata. Portillo l’ho visto su un giornale. O almeno, ho visto uno che gli somigliava.
- Lascia stare. Dimmi piuttosto chi era il brasiliano che hai visto uscire dalla sede dell’Inter.
- Sede dell’Inter? Dove? Ah, quel palazzo con quel terrazzone. Che poi tra l’altro di fronte c’è un negozio troppo figo di roba orientale, con certe statuine, e poi la commessa mi ha raccontato che ogni giorno vede un sacco di calciatori, tutti muscolosi, con macchinoni, miliardi... Insomma, che fanno al caso mio!
- E prova un po’ ad indovinare perché??!!
- Mica sono scema, lo so benissimo il perché. A due passi c’è via MonteNapoleone! Eeehh...- Insomma, mi dici o no chi era il brasiliano?
- Non importa che ti scaldi tanto. Era... il figlio adottivo del portinaio. Mi ha promesso che se uscivo con lui mi portava in un ristorante dove in genere si trovano parecchi calciatori pronti per il famoso accoppiamento da toccata e fuga, dove la toccata dura almeno una notte.
- Scommetto che si chiama El Gaucho.
- Boh, non mi ricordo. Mi ha detto che era di un certo giocatore in là con gli anni, mi ha raccontato tutta una storia di staccamento di qualcosa dalla maglia...
- Attaccamento alla maglia, forse?
- Ah sì. Poi di fedeltà, di calo fisico... Proprio una brutta pubblicità. Dimmi te, se non è fedifrago ed è pure diventato impotente...
- Credo che il tuo amico brasiliano si riferisse alla fedeltà verso la squadra in cui gioca e al calo delle prestazioni.
- E va beh, se anche mette le corna ma poi ha problemi con il giocattolino, che mi ci accoppio a fare?
- Eh già. E allora, ci sei stata in questo ristorante?
- Certo. E pensa, ho conosciuto una colonia intera di sudamericani! Bellissimo, non credevo che l’immigrazione coinvolgesse anche il Sud America addirittura a questi livelli! E poi mi hanno invitato tutti a vedere una partita di calcio.
- Non sei andata a Milano per avvicinarti ad un calciatore? Se non vai allo stadio, fai il lavoro a metà.
- Ehi bella, non so chi te l’ha detto, ma io non lascio mai i miei lavoretti a metà...
-


Miha parlotta col più forte centravanti di tutti i tempi

- Insomma, sei stata allo stadio? Quando? Sabato, immagino.
- Sì, sabato sera. Cavolo, c’era tantissima gente, e vedessi che fighi... Poi con me c’erano un sacco di amici, quelli conosciuti al ristorante ma anche molti altri. Pensa, un’intera colonia di sudamericani e altri immigrati... Poverini, se c’eri te potevi far loro un po’ di beneficenza. Sai, tu fai opere di bene, io faccio opere di p...
- Sì sì sì, non importa che continui. Ma sei sicura che fossero dei poveri immigrati? Non è che erano calciatori?
- Ma che dici?!?! Me ne sarei accorta. Facevano tutti cagare. Allora, c’erano Fabian, Sinisa, Edgar, Giorgios, Carlos, Cristian Alberto, Adriano, Julio... e poi altri ragazzetti che però erano troppi e ora non me li ricordo.
- Ma che eri seduta con una delle 126.598 formazioni-combinazioni tipo dell’Inter??
- Inter? Non giocavano i pugliesi?
- ...
- Comunque, mi hanno detto i miei amici che in campo c’erano altri loro connazionali, argentini, uruguaiani, serbi... ma non avevano la guerra quelli lì?
- Avevano, appunto. Ma insomma, ti è piaciuta la partita?
- No, mi ha fatto schifo. Solo tre gol, che gusto c’è...
- Tre? Due, semmai. Uno è stato annullato, a Vieri.
- Vie
ri? Giocava la Juve allora? Comunque la serata è andata a puttane quando è apparso quello del Real...
- Oh Madonnina, e s’è avvicinato ad Adriano?
- Adriano? E chi è?
- Uno di quelli che era con te a vedere la partita.
- Ah, no no. Si è avvicinato a quello della guerra per sentire se trovava da vendergli una porsche di tre anni fa con il contachilomentri mandato indietro.
- Ma come, è venuto da Madrid per vendere una macchina?
- Madrid? E chi ha parlato di Madrid?! Era il Vieri (fratello di quello che mi volevo fare quando ancora non avevo capito cosa mi perdevo in questo bel mondo pieno di palle che rotolano) a voler vendere la macchina...
- E meno male... Anche ‘sta volta l’abbiamo scampata. Speriamo duri.
- Vorrei vedere. Se non è duro, che me ne faccio??


Terza Puntata

Anna

I Bellissimi di I.org salutano


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