NON PERDIAMOCI DI VISTA
Sono stati sostituiti, fischiati, applauditi, insultati, esaltati.
A volte hanno anche segnato, ci hanno sopportato e nessuno li ha mai dimenticati.
Amato ex, ovunque tu sia finito: tvttb

Settimana densa di significati per gli ex interisti.

In zona difensori, successo internazionale per Massimo Tarantino: il suo Pavia infatti espugna San Marino e va a meno 3 dal Genoa capolista. Maurone Milanese ammonito, e i suoi Queen's Park Rangers si fanno raggiungere al '90 nel 2 a 2 contro l'Ipswich Town (da notare che una settimana prima si erano permessi di espugnare il campo della squadra del cuore di interisti.org: Stoke City-QPR 1-2). Totò Fresi, dopo soltanto 20 giorni dall'aver segnato al 93° il gol partita per la sua Battipagliese contro l'Agropoli, è costretto ad abbandonare l'ottimo campionato di Eccellenza (girone B) per mancanza di fondi.

Checco Moriero si dà alla carriera di mister, mentre l'ingrato Maurizio Ganz vivacchia sul fondo della serie B svizzera. Il suo Lugano incassa 3 belle pere dal Sion, ed è quartultimo. Sion, casa di Benoit Cauet, cui potete scrivere all'indirizzo b.cauet@fc-sion.ch. Il segnavasemperlu scala la classifica cannonieri con 2 gol in 8 presenze

Tra i giovani, Nello Russo, l'uomo che Lippi preferiva a Baggio annaspa nel Crotone di media/bassa classifica. Per lui, impressionante media gol: 0,08. Cinetti decide il derby Oggiono-Seregno: gol dell'ex. Nello stesso girone (serie D, girone B) la Nuorese di Gianlucone Festa espugna l'ostico campo del Caravaggio e resta in corsa per la zona playoff.

Dal Brasile, Romario annuncia che si candiderà deputato e Tardelli risponde che voterà Ferrante, mentre Caio va ancora a segno nel Botafogo che fa polpette del Fortaleza (nella foto a destra: Caio con Susanna Werner, la moglie di Julio Cesar).

In Inghilterra l'Everton ne ospita tre: Van Der Meyde infortunatosi all'apice della carriera, Pistone in riabilitazione ma non come Kate Moss, e il "subsequently loaned" Ferrari che vivacchia.

Ma chi manca più di tutti è sempre il Governatore Paul Ince, fermo ai box per infortunio. Gioca nel Wolverhampton, e per fortuna ha rimandato il ritiro che aveva annunciato per giugno 2005

 

MONOGRAFIE

DARIO MORELLO, detto "ILGIOVANEMORELLO"

Premetto che il nome del ragazzo mi è assai caro. Egli fu infatti l'autore dei due gol della rimonta in Concorezzo - Inter 1-2, amichevole di epoca trapattoniana. L'Inter, pur priva dei 3 tedeschi e di 4 o 5 nazionali italiani, non voleva ovviamente sfigurare. Accadde tuttavia un fatto improvvido: un bieco orgoglio campanilistico sembrava aver contagiato tutto il pubblico concorezzese, il quale anzichè applaudire lo squadrone tricolore si mise a parteggiare per parenti o conoscenti in biancorosso. Avevo 9 anni, ed ero l'unico in tutto lo "stadio" che sembrava non aver smarrito il lume della ragione, con la mia bandierina nerazzurra, e per questo quando nel primo tempo il Concorezzo passò inopinatamente in vantaggio fui dileggiato da tutti quanti. Alla doppia di Darione negli ultimi dieci minuti, scoppiai in un pianto liberatorio, inveendo contro gli ingrati compaesani.
Faceva parte di uno stock di giovani (con Marco Barollo, Stefano Rossini, Pasquale Rocco e Raffaele Paolino) promesse mandate in giro a farsi le ossa, a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. L’unico che sopravvisse all’osteoporosi fu Marco Delvecchio, che tra il ritorno alla base e lo scambio alla pari con un futuro dirigente fece in tempo a siglare con il Padova il gol qualificazione UEFA all’ultimo secondo, nel ’95. In tempi di vacche magre (almeno da quando la vacca grassa se n'è andata a Madrid), c’è chi lo rimpiange ancora (nella foto Mike Morello, campione mondiale dei pesi medi di kickboxing).

Ma il Trap credeva nei giovani, (almeno finchè la contemporanea presenza in campo di Rocco e Morello fu concausa dell'infausto Inter-Bayern 1 a 3) e così Darione ebbe l’inopinato ruolo di punta di scorta nell’Inter più devastante di tutti i tempi. Onorò il ruolo con grinta, entusiasmo e una decina di presenze, per lo più minuti per dar fiato a Diaz. Reti, nemmeno a parlarne.
Per quanto abbia vinto in nerazzurro più di Vieri, Ronaldo, Adriano e Recoba messi assieme, il resto della carriera non fu così fortunato. Il calciatore leccese dopo la breve esperienza in nerazzurro ha girovagato tra la via Emilia e il West. Bologna, Reggiana, Brescello, con parentesi di lusso in quel di Viterbo (sempre infortunato) e Genova sponda rossoblu.
Attaccante, presumiamo, di movimento, visti i 46 gol spalmati su 17 stagioni di carriera. In effetti leggende metropolitane narrano che abbandonò presto il ruolo di punta per diventare un fervido fantasista di fascia.
Alla Reggiana, una brutta storia. Ingaggiato nel 2000, si rompe i legamenti del ginocchio nel dicembre ’99. Il comprensivo Dal Cin lo licenzia dopo un anno di completa inattività, salvo riassumerlo sei mesi dopo con un contratto "a progetto" di due mesi appositamente per i play out. Salutato come l’uomo della provvidenza, compì la missione: la Reggiana si salvò e Dal Cin, con un atto di eleganza, non gli rinnovò il contratto.
Ebbe anche contatti con il Dundee, nell'epoca del consolato dei Bonetti, ma all’ultimo saltò l’affare. Visto come è andata a Billio e De Marchi, forse non fu un peccato.
Si è ritirato a giugno del 2004, dopo due stagioni in C2, al Sassuolo, dove è tornato a giocare con continuità. Ma non a segnare: 1 gol in 2 anni.

Grazie di tutto, Dario.

Hakan Sukur di Concorezzo

I Bellissimi di I.org salutano


Enricot

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